[Anale] La cognata prende lezioni anali

Sono Mirko sposato da alcuni anni. Mia moglie è una ragazza carina, non alta, una quarta di seno, occhi azzurri e capelli biondi. La sorella è più giovane di lei di sei anni. La conosco da quando faceva la scuola media. Oggi ha 21 anni e un fisico asciutto con una 3 scarsa di seno. E’ fidanzata con un ragazzo da circa 2 anni. Nei discorsi che facciamo sul sesso lei non si è mai esposta, mantenendo un riserbo per tali discorsi. Per lavoro ci siamo dovuti trasferire dalla Puglia in Emilia Romagna. Sono circa 3 anni che stiamo ad Imola e un giorno torntato a casa dal lavoro, mia moglie mi avverte che nel pomeriggio arriveranno la sorella con il ragazzo ed io devo andarli a prendere alla stazione di Bologna.
Arrivarono puntuali, facemmo il tragitto chiacchierando su come era stato il viaggio, insomma del più e del meno, fino ad arrivare a casa. La sera il ragazzo mi chiese se il sabato potevamo andare a vedere le prove del Gran Premio di Imola. Io gli dissi che volevo riposarmi e che tutto quel rumore non faceva per me. Mia cognata idem. Chiesi a mia moglie di andare lei ma aveva l’appuntamento dal parrucchiere nel pomeriggio. Gli promisi comunque di andarlo ad accompagnare fino là e che poi con mia cognata sarei andato a visitare il centro storico di Imola.
Così facemmo quel sabato. Dopo aver accompagnato mia moglie prima e mio cognato dopo, rimanemmo io e la cognatina da soli. Andammo un po’ in giro, anche in un centro commerciale nei pressi di Imola. Poi ebbi l’idea di accompagnarla ad un maneggio per farle vedere dei cavalli e respirare un po’ di aria pura (fino a quando il ragazzo non ci faceva uno squillo per andarlo a prendere). Arrivati al maneggio restammo in macchina, stanchi dall’aver camminato per più di tre ore. Ci mettemmo in una posizione alta per vedere meglio i cavalli e la natura nel suo complesso. Ad un certo punto vidi un cavallo che era andato in erezione ed io feci una battuta sul pene del cavallo: “è uguale al mio!”. Mia cognata sorrise ma era un sorriso malizioso ed io le dissi: “Certo che non è come quello del cavallo e molto più corto, nella norma, anzi te lo dico pure: 16 cm. Ma come ben sai non conta la lunghezza quanto la qualità”.
Nell’intimità che si era creata, ebbi il coraggio di chiederle come andava la vita sessuale con il ragazzo e lei disse che andava bene. Ma era un bene scontento ed io le chiesi: “lo fate a 360°?” E lei ingenua disse “che significa?” Io risposi “anche anale?” e lei mi disse che lui lo voleva fare ma avendo un pene grosso le faceva male.
Allora intervenni subito: “perchè non prendi un pene finto di dimensioni più piccole e cerchi di sverginarti tu?” E lei (ancora non ci posso crdere) “preferisco quello di carne”. Io scherzando le dissi: “guarda che se vuoi posso mettermi a tua completa disposizione!” Quando dissi questo, misi la mano sul pacco per nascondere un po’ la mia erezione e lei se ne accorse.
Ad un certo momento me lo tirai di fuori e lei sorpresa mi chiese cosa stavo facendo e io le dissi che dovevo farmi una sega perchè con questi discorsi non ce la facevo più a resistere. “Perchè non me la fai tu? Rimarrà un segreto fra me e te. Tu scenderai giù in Puglia e prima di rivederci ancora passeranno mesi, ci dimenticheremo di sicuro.”
Allora ebbe il coraggio di prendermelo in mano e cominciò a farmi una sega, poi si chinò e cominciò a farmi un pompino. Io purtroppo venni subito ma lei se ne accorse e mi fece venire non in bocca ma su un lato del suo viso continuando sempre a muovere la lingua. Dopo un po’ mi disse “perchè non provi a mettermelo in culo?” Mi rivenne duro in pochi secondi. Si tolse i jeans e il perizoma e io cominciai a leccarle il buco del culo. Aveva un sapore forte ma la voglia mi fece tappare le narici del naso. Cominciai con un dito e poi con un altro, mentre lei con la mano si masturbava. La misi a pecora e cominciai a provare, effettivamente aveva un piccolo buco, ho avuto difficoltà anch’io. Appoggiai la cappella e pian piano, mentre lei si lamentava, ma era un lamento di piacere dolore, riuscii a farlo entrare. La pompai di brutto per dieci minuti, poi dovevo sborrare e lei mi disse “mettimilo nella fica e vienimi dentro, prendo la pillola”.
Feci come disse lei … Ancora oggi credo che sia stato un giorno speciale. Dopo qualche mese andammo in Puglia e lei come niente fosse ritornò ad essere la persona timida nel parlare di sesso anche con me. Ma sotto sotto so che avrà accontentato anche il suo ragazzo.


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