Ciao sono Daniela, come promesso torno a raccontarvi dei piaceri sessuali che io e mio figlio Diego ci concediamo dopo quella prima volta. Diego è veramente un erotomane, ha delle fantasie veramente al top dell’eros, ha fatto in modo che convincessi Giulia, che avevo informato del mio incesto, a venire a letto con me e lui. Non ho dovuto molto insistere per convincerla, Giulia appare a chi non sa una santarellina, ma in realtà è una goduriosa, e si è molto eccitata alla proposta sapendo che il nipote è abilissimo nel leccare la figa, ed è fornito di un cazzo niente male.
Sapendo che Diego è un estimatore di De-Sade e che a Giulia piace molto il ruolo della schiava, ho allestito con cura la stanza da letto prima dell’incontro: strizza capezzoli, frustini, catenelle e manette varie, dildo di tutte le fogge e grandezza, biancheria intima molto particolare in pelle, scarpe con il tacco alto molto appuntito e stivali alti fino alla coscia e per me che ne vado pazza il generatore di scosse elettriche per capezzoli e clitoride.
Giulia si presenta come è suo uso vestita come una attempata signora ormai priva di ogni interesse sessuale.
Diego toltasi la vestaglia è completamente nudo, e inizia a denudare la zia, mentre Daniela indossa la biancheria di pelle e gli stivali.
Giulia è nuda dalla cintola in su, Daniela l’abbraccia da dietro stringendole e sollevandole il seno con le mani, offrendo i capezzoli al figlio, che inizia a titillare con la lingua per un poco, poi sempre leccandole la pelle scende giù fino all’ombellico, poi si inginocchia e infila la testa sotto la gonna di Giulia, con il dito le scosta le mutandine fradice di godimento e le lecca la figa bagnata, Giulia geme di piacere e si bacia con Daniela.
Diego sospende la leccata e finisce di denudare Giulia, che gli dice: “Mi vuoi legare con le catene? Vuoi che sia la tua schiava sottomessa? Mi vuoi nuda ed indifesa alla tua mercé o a quella di tua madre? Mi vuoi sottoporre a qualche bizzarra tortura, ad una tortura sessuale? Vuoi farmi foto nuda e legata come piace a tuo padre? La tua passione accenderà la mia passione, e più essa sarà alta, più sarà alta la mia”. Daniela afferra un corto scudiscio e colpisce le carnose natiche di Giulia con uno schiocco secco seguito da un gemito di Giulia. Diego: “Sarà bellissimo avervi tutte e due qui. Tu mamma con il tuo culetto a disposizione del mio cazzo e lei legata, con la schiena appoggiata ad una colonna del letto, le sue tette da frustare come voglio e quanto voglio”.
Daniela portò la mano sulla figa della cognata strizzandole le grandi labbra. Giulia gemeva ma il suo volto era una maschera di piacere, Diego, intanto, aveva afferrato una frusta con molte lacinie e con quella iniziò a colpire il ventre ed il pube di Giulia, che iniziò ad emettere piccole grida insieme a gemiti. Diego vedeva il ventre di sua zia contrarsi ad ogni colpo ma subito dopo spingersi in avanti. Daniela le aveva attaccato dei pesi ai capezzoli che li strattonavano. Diego maneggiava sapientemente la frusta, lasciando tra un colpo e l’altro il tempo a sua zia di assaporare il dolore. Il ventre di Giulia ormai era ricoperto da lunghe strisce rosse, ma il viso di lei tradiva la forte sensazione di piacere. Quando a Daniela parve che il momento fosse quello giusto, strappò con sadica cattiveria i pesi dai capezzoli della cognata che trascinarono le pinze. Giulia emise un lungo grido che terminò con un gemito, Daniela e Diego capirono che aveva goduto. indossava una guêpiere di pelle nera che, stringendole i fianchi, faceva risaltare maggiormente il seno e il sedere, ulteriormente esaltato dalle calze che l’incorniciavano. I soliti stivali inguainavano le gambe tornite.
Diego girò diverse volte intorno alla madre, tastando rudemente ogni parte esposta. Palpò i glutei premendoli con entrambe le mani, fece scorrere le dita nel solco. Poi le afferrò i seni da dietro strizzandoli. Daniela gradiva quel trattamento dimostrandolo con rauchi gemiti. Giulia era attratta dallo spettacolo che le era offerto, si pose di fronte alla cognata e, guardandola fissa negli occhi, iniziò a torcerle i capezzoli. La bocca di Daniela si aprì lasciando che un gemito di dolore ne uscisse. Giulia prese tra le labbra il sesso del nipote gratificandolo con la lingua e la bocca. Diego non resistette a lungo e venne copiosamente nella bocca di Giulia, poi si mise a sedere sul mio cazzo che pulsava all’impazzata. La mamma si portò vicino a noi; con una mano mi accarezzava le palle, con l’altra teneva una tetta della zia mentre con la bocca le succhiava un capezzolo. Con la mano guidò il mio cazzo che scivolò velocemente e facilmente nella calda fica bagnata della zia. Giulia iniziò a sollevarsi e a fare su e giù mentre sentivo la mano di mia madre che mi massaggiava le palle.
Era una sensazione estremamente eccitante e non sarei riuscito a resistere a lungo, con quella calda e umida fica che mi andava su e giù, non con quella mano che mi massaggiava. Stò per schizzare! – dissi a tutte e due. Con mia sorpresa la mamma tirò fuori il mio cazzo dalla fica di Giulia, einginocchiatasi di fronte a me, lo prese in bocca appena in tempo per succhiare quella tempesta di crema. Giulia intanto si era accovacciata dietro mia madre e le stava leccando la fica. Dai suoi movimenti potevo vedere la sua testa sparire sotto mia madre e rispuntare da dietro la schiena, la sua lingua le stava correndo dal clitoride fino al culo, e dai movimenti della lingua di mia madre sul mio cazzo capii che la situazione la stava facendo impazzire di piacere.
Giulia&Daniela
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