Sono una ragazza campana di 28 anni, sposata da 1 anno. La scorsa estate siamo stati invitati a cena dal collega di mio marito. Una bella famiglia: lei,il marito ed un figlio di 20anni: Luigi, un ragazzo bello, alla moda ma apparentemente molto timido. Aveva due occhi da cucciolo che non mi ha staccato di dosso neanche per un secondo durante la cena.
Avevo un vestitino di lino bianco che lasciava intravedere in trasparenza il mio intimo. Credevo che l’attrazione che avvertivo in lui fosse scaturita da quello. Mentre mangiavo dell’ottima macedonia di frutta mi macchiai il vestito. La padrona di casa mi disse di andare al piano di sopra in bagno a sciacquarlo un po’ altrimenti le macchie non si sarebbero più tolte e così feci.
Improvvisamente mi ritrovai Luigi sotto l’arcata della porta che mi fissava. Era come ipnotizzato. Entrò in bagno e chiuse la porta dietro di se’ a chiave. Gli chiesi cosa volesse. Mi rispose tremante: “Sei bellissima” avvicinandosi a me inizò a toccarmi e baciarmi.
Ero impaurita ma allo stesso tempo eccitata da quella situazione e lo lasciai fare. Mi spinse verso il bordo della vasca mi alzò il vestito e mi fece sedere. Spostò lo slip e alla vista del mio sesso spalancò occhi e bocca. Iniziò a baciarmi tra le gambe, a leccarmi con una tale foga che se avesse continuato sarei venuta. Notai che con una mano si era tirato il pene dai pantaloni e lo stava massaggiando, credevo volesse venire in quel modo ma d’un tratto s’alzò e sedendosi sul water mi disse:”Cavalcami, prendi il mio cazzo tutto dentro, sbattimi”. Allargai le gambe mi misi seduta su di lui, lo lasciai entrare dentro me spingendo su e giù. Lo sentivo gemere era ansioso di esplodere ma io volevo che quell’atto continuasse a lungo. Si avvicinò all’improvviso al mio orecchio e mi sussurrò: “sono vergine, non l’avevo mai fatto”.
Quella notizia mi accese un fuoco dentro indescrivibile, iniziai a cavalcarlo violentemente, affondavo i miei colpi, sentivo il suo cazzo vergine entrare nel più profondo di me. I miei umori emettevano un suono divino, i colpi erano sempre più forti e con un grido profondo sentii il piacere arrivare e la sua sborra calda inondarmi la figa.
Fu una scopata divina.
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