[Masturbazione] Sesso virtuale parte I

Non si erano mai visti. Eppure si conoscevano molto bene: “intimamente” si potrebbe dire.
Da anni si incontravano su una delle tante chat, per fare sesso virtuale. E il virtuale ogni volta si trasformava in bollenti sedute di autoerotismo: lui veniva ogni tanto, lei aveva sempre almeno un orgasmo, a volte due o tre.
Ileana si sentiva in colpa “Fai venire me e tu non godi” gli diceva. E Federico rispondeva di sentirsi appagato dagli orgasmi che sapeva di procurare a lei.
C’era stata intesa dalla prima volta. Federico, più scafato e abituato allo strumento telematico, l’aveva contattata proponendole una passeggiata erotica, come l’aveva chiamata. Ileana, curiosa del cybersesso, non aveva mai avuto il coraggio di provarlo, e liquidava sempre malamente chi le proponeva il sesso in chat. Chissà perché a lui aveva risposto… e lo aveva seguito mentre la guidava sul web alla ricerca di foto erotiche.
Lui le indicava quali siti aprire, quali foto guardare, con tono calmo, pacato, per nulla volgare. Lei era eccitatissima, parlava, o meglio “scriveva”, poco, ma non si perdeva un’immagine. Guardava nei particolari foto che Federico sceglieva con cura: non erano mai volgari, ma sempre sensuali ed erotiche. Federico si accorse subito, dai pochi commenti di lei, che la eccitava particolarmente vedere due donne insieme, e andò alla ricerca di foto di incontri lesbici.
Ileana guardava… immaginava… riguardava… provava la sensazione di sentire su di sè quelle mani femminili… e soprattutto quelle lingue femminili.
Immaginò di essere nuda su di un letto, a gambe spalancate davanti a una giovane donna bionda che la guardava da sotto in su con occhi maliziosi, e che lentamente avicinava la lingua alla sua … figa, disse dentro di sè “figa!” ripetè, e senza nemmeno essersi toccata ebbe il suo primo orgasmo telematico.
Ne rimsae quasi sconvolta, salutò velocemente Federico ed uscì dalla chat ripromettendosi di non provarci mai più: non le piaceva affatto perdere il controllo in quel modo.
Ma la sera dopo era di nuovo lì, e il solo vedere online il nick di Federico la fece sentire umida fra le gambe. Iniziò così la loro relazione telematica.
Federico dava il via, le proponeva situazioni di incontro, iniziava a costruire momenti erotici “Mi piacerebbe vederti indossare un tanga, un reggiseno di quelli che spingono le tette in alto, un reggicalze, calze blu scuro, scarpe coi tacchi alti e niente altro”. E Ileana si immaginava camminare davanti a lui indossando quelle poche cose.
“Mi avvicinerei a te lentamente, infilerei le mani nel reggiseno e, senza toglierlo, ti farei uscire i seni. Ti sfiorerei con la lingua un capezzolo, poi l’altro …”. E Ileana sentiva i capezzoli indurirsi e drizzarsi.
Durante le loro chiacchierate era costantemente in uno stato di tensione sessuale, seni gonfi, capezzoli doloranti, figa umida e pulsante.
Federico era bravissimo, aveva un intuito innato per capire cosa maggiormente la eccitava, ed una fantasia sessuale sfrenata.
Lei si calava nelle situazioni inventate da lui, si eccitava al massimo, poi trovava una scusa, interrompeva la chat, e ripensando una per una le parole scritte da lui, si masturbava furiosamente.
Le pareva che facendolo da sola, avrebbe mantenuto una distanza da Federico ma soprattutto dal sesso virtuale, distanza che le sembrava indispensabile.
Poi una sera …
Federico le aveva descritto una situazione in cui lei si masturbava da sola davanti a lui.
“Io sono seduto sul bordo del letto, ho aperto i pantaloni e mi sto accarezzando leggermente. Tu sei su una poltroncina, proprio davanti a me, le nostre ginocchia quasi si sfiorano. Sollevi la gonna, allarghi leggermente le gambe: vedo l’umidità sui tuoi slip, sei già eccitata. Senza toglierti la gonna la fai scivolare in alto sui fianchi, vedo le liste del reggicalze che ti attraversano le cosce. Ti sbottoni la camicetta, fai uscire i seni, prendi i capezzoli fra due dita ed inizi a stringere, tirare, torcere …”
I capezzoli di Ileana invocavano di essere stretti, tirati, torti …
“Allarghi le gambe ancora di più, vedo i peli uscire dai bordi degli slip. Avrei voglia di toccarti, ma non lo farò. Ora abbandoni i tuoi seni e fai scivolare le mani verso il basso, arrivi al bordo degli slip, scendi ancora, infili un dito fra le mutandine e la tua carne bagnata. Poi, senza preavviso lo infili di colpo fino in fondo alla figa.”
Il cuore di Ileana fece un salto, la sua figa voleva disperatamente essere penetrata da qualcosa.
Continuava avidamente a leggere quel che scriveva Federico. Ma improvisamente si rese conto che l’ultima frase che lui aveva scritto, non faceva parte della situazione immaginaria, ma si rivolgeva proprio a lei, alla Ileana vera, seduta davanti al video, intenta, eccitata, bagnata.
“Ti stai toccando?” le aveva chiesto Federico.
“No” aveva risposto sinceramente, “non lo faccio mai qui con te”.
“Bene, voglio che tu lo faccia ora, per me. Vuoi?”
E Ileana si rese conto di volere proprio quello.
“Si che voglio, dimmi cosa devo fare.”
“Come sei vestita? Gonna o pantaloni?”
“Gonna.”
“Alzati, togliti i collant, e risiediti tenendo la gonna sollevata.”
Ileana eseguì con il cuore in gola.
“Fatto.”
“Ora allarga bene le cosce, e sfiorati … ma solo da sopra gli slip … sei umida?”
“Umida è poco: le mutandine sono fradice.”

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