[Scopata] Una sera d’estate

Faceva davvero tropo caldo. Mila non riusciva a trovare pace, sudava dappertutto.La canotta che aveva messo si bagnava del suo sudore e metteva in risalto la forma delle tette sode con i capezzoli in vista. Mila si era rifugiata al parco per trovare un po’ di frescura vicino a qualche fontana, ma avrebbe trovato anche altro. Seduta a gambe aperte sul bordo della fontana più grande incrociò le occhiate maliziose di un esemplare di maschio davvero imbattibile.
Alto,a torso nudo con un paio di calzoncini,evidentemente non solo accaldato ma anche molto arrapato per quello che vedeva, non riusciva a nascondere l’eccitazione. Mila gli guardò con attenzione tra le gambe:“Cavolo!”, pensò “ha davvero una gran bella mazza vista così… chissà come sarebbe provarla. Ma si, in fondo una bella scopata mi farebbe passare l’ansia da afa.”. Evidentemente neanche lui aspettava altro, perchè non appena Mila iniziò a provocarlo aprendo di più le gambe e mostrandogli che non aveva mutandine ma solo una fighetta rosa piccola e ben rasata lui iniziò a mettere la mano sul suo cazzone che diventava sempre più grosso e faceva su e giù.
“Sarebbe uno spreco se si facesse una sega con quella gran mazza”, si disse Mila. Del resto i capezzoli le erano diventati di marmo al solo pensiero e la figa era bagnata ma non solo di sudore. Si avvicinò con deicisione a lui:”Ciao” gli disse. E lui rispose: “Finalmente ti sei avvicinata”, con un sorriso arrapatissimo. Non ebbero bisogno di dirsi altro. Lui la prese per mano e la portò sotto un albero abbastanza nascosto, ma anche se li avessero visti a loro non sarebbe importante. Mila aveva la figa in fuoco. Lui iniziò a levarle il top e a leccarle le tette lavorandole i capezzoli durissimi con la lingua. Nel frattempo si era scoperto quel cazzo: era davvero grosso e lungo e duro che sembrava d’acciaio!
Mila era troppo eccitata, non voleva neanche preliminari, solo essere scopata, sbattuta. E lui capì e la accontentò: in un attimo con un colpo secco glielo mise dentro e si mise a pompare dapprima piano poi sempre più veloce fino a farlo entrare tutto dentro la fighetta vogliosa ed allargata di Mila che nel frattempo emetteva dei gemiti. “Sto per venire, il tuo cazzo mi fa morire.”. E lui: “Vieni troia che vengo anch’io e ti riempio di sborra calda”. Neanche a dirlo che lui con due colpi ben assestati la fece venire fino quasi a perdere coscienza per il piacere e venne anche lui. Mila sentì la sborra calda, un’incredibile quantità riscaldarle il ventre e colarle giù per le gambe. Ne prese un pò tra le dita e la assagiò con gusto. Questo fece arrapare di nuovo lui che le disse: “Si ricomincia?” E Mila stupita: “Si, ti prego”. Scoparono come non mai quella sera d’estate nel parco.

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